Modena like me, da un blog di destination marketing a una guida cartacea

Ha aperto un blog di destination marketing dedicato a Modena e poi ha scritto una guida cartacea, Modena like me di Stefania Fregni edita da Do it Human.

Oggi vi presento Stefania, che conosco da diversi anni, e mi ricordo ancora quando mi chiese di collaborare al suo blog che avrebbe chiamato “My Modena Diary” chiedendomi di occuparmi dei contenuti food del territorio di Modena e dintorni. Forse lei aveva già visto quello che io ancora non vedevo, sommersa dal mio lavoro a tempo pieno non credevo che le mie ricette di pasta fresca o le attività dove raccontavo il food e le tradizioni culinarie del territorio potessero portarmi a fare il lavoro che faccio oggi.

Lei invece aveva già iniziato a raccontare Modena, e lo faceva anche molto bene. Ha aperto il suo blog nel 2015. In Italia di blog di destination marketing ce n’erano davvero pochi. Riporto dal sito di Stefania “per Destination Marketing s’intende lo sviluppo di quel processo comunicativo efficace atto ad attrarre i potenziali visitatori, influenzandoli nella scelta dell’esperienza di viaggio, tramite l’anticipazione dei loro bisogni.”

E lei quindi sul blog ha iniziato a raccontare di esperienze, posti da provare, appuntamenti da non perdere e luoghi da visitare a Modena e dintorni, portando valore alla città e al suo turismo.

Dal blog di destination marketing My Modena diary, nasce Modena like me

Cosa succede quindi negli ultimi anni? Arriva la proposta di una casa editrice, Do it Human, di scrivere una guida dedicata a Modena. I tempi per Stefania sono maturi perchè ormai ha visitato e conosce ogni angolo della città, ma purtroppo arriva la pandemia e le cose rallentano, alcune attività purtroppo chiudono e la guida inizia ad avere diversi rifacimenti.

Fino a quando a Settembre 2022 viene chiusa e mandata in stampa. Proprio in questo periodo Stefania sta facendo promozione della sua guida per far conoscere sempre di più Modena come meta di destinazione per una gita fuori porta ricca di appuntamenti, buon cibo e luoghi da visitare.

Per l’occasione ho chiesto quindi all’autrice di rispondere ad alcune domande, legate al tema del “destination markteting” e di quanto un blog, come strumento digitale l’abbia aiutata nella riuscita della suo progetto.

Quanti blog di destination marketing c’erano, quando hai aperto My Modena Diary nel 2015?

Ritengo molti pochi, ricordo che insieme a Valeria Moschet, che ha lanciato nello stesso periodo il suo “My Lovely Bologna” ci siamo ispirate a qualcosa che avevamo visto in Francia, “My Little Paris”.  In Italia se non ricordo male c’erano già il blog di Nelli, “Io amo Firenze” e quello di Caterina di “Conosco un posto”.

Credi che una guida cartacea possa portare valore al contenuto digitale che è sempre fruibile da tutti?

Credo proprio di sì! Il digitale è uno strumento che ha aperto montagne di opportunità a chi ne ha saputo cogliere le potenzialità ma essendo accessibile a tutti spesso viene considerato come un mezzo “più facile” e appunto “alla portata di tutti”. 

Chi ci lavora sa bene che non lo è e ne conosce perfettamente la complessità ma ritengo che ad una guida cartacea, un qualcosa che si possa “toccare con mano” e mettere in uno zaino, si dia un valore diverso anche in termini di autorevolezza e credibilità. 

Per me è stato un po’ come aver messo “la ciliegina sulla torta” ad un lavoro che facevo già in precedenza ma credo che chi troverà la guida sugli scaffali della libreria possa rimanerne piacevolmente colpito. Per altro, parlando in termini di target è anche possibile che il blog e la guida ne abbiano di totalmente differenti.

Inoltre, è innegabile il fascino che ancora oggi hanno i libri cartacei e in particolare le guide turistiche, che diventano quasi degli oggetti di culto da collezionare.

Quanto impegno ti ha richiesto gestire il blog, curare gli articoli, cercare le novità e tenerlo quindi sempre aggiornato?

Gestire un blog richiede tanto lavoro e non sempre è possibile essere costanti.
In tutta onestà, io non ho potuto esserlo come avrei voluto (negli anni sono stata coinvolta in moltissimi altri progetti) e me ne dispiace. 

Però ho capito una cosa. Se si riesce a fare un buon lavoro all’inizio, dopo è possibile riuscire a mantenere i risultati di posizionamento anche se magari ci si dà il permesso di essere meno assidui nelle pubblicazioni. 

Si tratta di individuare gli argomenti “cardine” della nicchia, quelli con maggiore ricerche e svilupparli in modo approfondito. 

Se non è sempre possibile fare il massimo, si può però individuare una buona strategia e portare avanti quella. 

Credi che i blog oggi siano ancora importanti come strumento di comunicazione?

Assolutamente sì, importantissimi. I blog richiedono un impegno superiore alle normali pubblicazioni sui social ma rimangono il “nostro hub” di comunicazione. 

È da lì che dovrebbe partire tutto, perché avere un proprio spazio web vuol dire non dipendere da nessuna piattaforma le cui sorti potrebbero cambiare in modo imprevedibile. 

I contenuti dei blog vengono indicizzati dai motori di ricerca e rimangono “evergreen” e sempre ricercabili al contrario di quelli pubblicati su Instagram o Facebook. 

Come dicevo prima, articoli ben posizionati scritti in passato possono diventare colonne portanti del proprio progetto.

La parte che ti ha dato maggior soddisfazione all’interno nella guida Modena like me?

Domanda difficile sai. Credo che tutta la sua composizione sia stato un percorso importante. Dalla ricerca, alla selezione, alla revisione, fino a poterla tenere tra le mani. 

Fino a quando non è diventata reale non mi sono resa conto della mole di lavoro che avevo portato avanti e non mi sembrava possibile. Nella sua introduzione mi sono messa a nudo, la stesura dei ringraziamenti complicata e sincera, coinvolgere amici come te nella sua prefazione è stato divertente.

Tutto il resto è stato frutto di tanta passione, conoscenza e ricerca 🙂 E ora poterla sfogliare mi dà tanta soddisfazione!

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Per me è stato un piacere partecipare alla prefazione del libro di Stefania e sostenerla in questa avventura. Credo che i blog siano uno strumento importante, di diffusione e che aiutino molto il racconto del territorio come ha fatto lei. Sono contenta di leggere il mio stesso pensiero nella risposta di Stefania.

Vi scrivo qui il link per l’acquisto del libro se avete in mente una gita a Modena non potete non prendere la guida o regalarla per organizzare presto una visita.

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